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La sindrome del secolo: conoscere meglio il diabete mellito

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Perché è importante prevenire e tenere sotto controllo una delle malattie più diffuse nei paesi industrializzati.  




Cos’è il diabete?

Il diabete mellito è un disordine metabolico caratterizzato da iperglicemia cronica, con alterazioni del metabolismo dei carboidrati, dei lipidi e delle proteine, conseguente ad un difetto di secrezione o di attività dell’insulina o ad entrambi. Nel tempo, nei pazienti con diabete, l'iperglicemia cronica si associa allo sviluppo di danni a carico di organi ed apparati; questi danni rappresentano le complicanze croniche di questa malattia. Risulta quindi necessario diagnosticare repentinamente l'insorgenza della malattia, al fine di prevenire le conseguenze sfavorevoli, dovute ad un errato mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue.

Il diabete mellito

La classificazione del diabete risulta molto complessa, a causa delle innumerevoli tipologie esistenti. In questa sede, ci limiteremo ad accennare alle due principali e più conosciute categorie di diabete: diabete di tipo 1 o insulino-dipendente, detto anche diabete infanto-giovanile, ed il diabete di tipo 2 non insulino-indipependente dell'età adulta.


 

Il diabete di tipo 1

È una forma di diabete che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, anche se non sono rari i casi di insorgenza nell’età adulta. Per questa ragione, fino a poco tempo fa veniva denominato diabete infantile. Questa tipologia rientra nella categoria delle malattie autoimmuni, perché causata dalla produzione di autoanticorpi che attaccano parte della componente endocrina del pancreas; come conseguenza, la produzione di insulina, il cui compito è quello di regolare l’ assorbimento e la metabolizzazione del glucosio da parte delle cellule, si riduce fino ad azzerarsi completamente. Si verifica, pertanto, una situazione di eccesso di glucosio nel sangue chiamata iperglicemia.
La mancanza o la scarsità d’insulina, quindi, non consente al corpo di utilizzare gli zuccheri introdotti attraverso l’alimentazione che vengono così eliminati con le urine.
In questa situazione l’organismo è costretto a produrre energia in altri modi, principalmente attraverso il metabolismo dei grassi, il che comporta la produzione dei cosiddetti corpi chetonici.
L’accumulo di corpi chetonici nell’organismo, se non si interviene per tempo, può portare a conseguenze molto pericolose fino al coma.

Il diabete mellito di tipo 2

È di gran lunga la forma di diabete più frequente (interessa il 90% dei casi) ed è tipico dell’età matura. Puó essere caratterizzato da un duplice difetto: non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), oppure l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente (insulino-resistenza). Il risultato, in entrambi i casi,  è il conseguente incremento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). Questo tipo di diabete è detto insulino-indipendente perché l’iniezione di insulina esterna, a differenza del diabete di tipo 1, non è di vitale importanza.

Cause del Diabete di tipo 2



Le cause e i fattori di rischio da ricondurre a questa malattie sono molteplici, tra cui: l’obesità, la vita sedentaria, lo stress e alcune malattie. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Se il pancreas è indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete, queste cause accelerano l’insorgenza del disturbo. Anche l’età gioca il suo ruolo: l’invecchiamento dell’organismo si riflette sulla funzionalità di tutti gli organi, non ultimo il pancreas che, invecchiando, non è più in grado di rispondere prontamente alla richiesta di insulina ricevuta.

Sintomi e segni clinici del diabete di tipo 2



La persona affetta da diabete di tipo 2 è quindi generalmente una persona della seconda o terza età, con un peso superiore a quello ideale, spesso con parenti di primo grado diabetici. I sintomi non sono generalmente evidenti come nel diabete di tipo 1, vengono facilmente ignorati e la scoperta del diabete può avvenire in modo del tutto casuale, ad esempio durante un check-up.
La diagnosi di questa forma di diabete, pertanto, può essere anche molto tardiva (mesi o anni) e, per questo motivo, è facile riscontrare al momento della diagnosi la presenza di complicanze in stato avanzato.
Alcuni dei sintomi tipici del diabete di tipo 2 sono:

sensazione di stanchezza,

frequente bisogno di urinare anche nelle ore notturne,

sete inusuale,

perdita di peso improvvisa e immotivata,

visione offuscata e lenta guarigione delle ferite.

Come affrontarlo

I consigli generali per affrontare il diabete sono: affidarsi ad un diabetologo in grado di consigliare in che modo tenere sotto controllo la glicemia, avere una corretta alimentazione, svolgere una moderata ma regolare attività fisica, evitare alcolici, fumo e tutte le situazioni che possono provocare stress all’organismo, in quanto, come già riportato, lo stress gioca un ruolo importante nell’insorgenza di questa malattia.

Come prevenirlo: qualche consiglio semplice da seguire



1. Effettuare regolarmente sport.
2. Evitare o ridurre la quantità di alcol.
3. Limitare le bevande zuccherate e l’eccesso di dolci.
4. Introdurre una buona quantità di fibre nella propria dieta.
5. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
6. Valutare l’assunzione di un integratore alimentare a base di cromo o cannella.


 


 






 


 

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